Innanzitutto mi scuso per non aver risposto prima ma sono stati dei giorni particolari, sfuriata lavorativa preferie, la polo che mi ha abbandonato e dovrebbe tornare lunedì e per ultimo pure il pc che ha tirato le cuoia (sono in attesa di un nuovo chip del bios... sperando che sia quello il problema!), per rispondere dal cellulare in modo decente mi sarebbe servita un'eternità.
Mi complimento con tutti per le chiarissime spiegazioni, davvero degli ottimi interventi!
Quindi per ricapitolare direi che in certe situazioni basta stare attenti ai giri che si raggiungo per trascinamento e a quelli cui si potrebbe arrivare dopo una scalata (ovviamente non fare scalate assassine ha anche il pregio di stressare meno anche cambio e frizione).
La differenza tra giri elevati ottenuti di "potenza" o ottenuti per "trascinamento" è, correggetimi se sbaglio, che nel trascinamento al di la della direzione complessiva dell'energia, si va a sfruttare due fasi di funzionamento di ogni cilindro cioè aspirazione (nel caso con perdita di carico massima sulla farfalla) e compressione, che a parità di giri ci sarebbero comunque anche nel funzionamento del motore quando è in modalità "propulsiva".
Per minimizzare o ritardare il fading dei freni meglio frenate potenti quando necessario, che frenare poco continuamente. Riguardo a questo avevo trovato anche un video dove testavano le due tecniche e misuravano la temperatura dei dischi a fine discesa, e la temperatura più alta veniva raggiunta dopo aver usato il metodo con frenata più leggera e continua.
Eccolo:
http://tv.quattroruote.it/mondo-q/quattroruote-labs/video/qrlab-frenatePer la polo gti 1.4 della precedente generazione mi pare proprio di ricordare che, per quel che può valere la statica delle cose lette qua e la, molti di quelli che avevano meno consumo di olio era proprio quelli che ammettevano di usare l'auto in modo più "sportivo".
Sul 1.4 con cilindri disattivabili immagino abbiano fato uno studio più che approfondito sull'andamento delle temperature delle varie parti del motore, anche perchè da quanto ho letto, la condizione di funzionamento con cilindri disattivati potrebbe essere molto elevata come percentuale di tempo di uso, soprattutto in condizioni di traffico scorrevole a velocità non elevate.
Per il maggior ingresso di olio in camera di combustione, a cui è legato anche il maggior consumo d'olio dei motori di qualche anno fa, io credo che l'affinamento delle tecniche di lavorazione e misura delle tolleranze dei pezzi abbia ridotto molti problemi, sia di tenuta che di usura (se poi l'affinamento della tecnologia sia usato solo come riduzione costi... è un altro discorso).
Sempre riguardo all'argomento temperature che si abbassano causa tratti prolungati senza combustione mi viene in mente una cosa che ho letto un po' di tempo fa in rete: non ricordo se su un forum o altrove c'era che sosteneva che le auto moderne, anche in regime di cut-off, continuano a fare delle iniezioni di carburante per non far raffreddare troppo il catalizzatore, ovviamente al fine di rispettare la qualità delle emissioni allo scarico più che per la riduzione globale delle emissioni stesse.
Non so se questo è vero o no, ioi ero rimasto che il cut-off escludeva completamente l'iniezione, però potrebbe avere un senso ed essere plausibile, contribuendo oltre a mantenere la temperatura del catalizzatore anche a mantenere quella di pistoni cilindri ecc.